Oramai non siamo più la città che vive sotto il vesuvio, della camorra, dell’estorsione o dall’omicidio facile. Tutti questi aggettivi già da soli sono denigranti per qualsiasi popolo di questo mondo. Ma al popolo napoletano tutto questo non bastava, ci voleva qualcosa che ci facesse ricordare in maniera ancora più schifosa di che pasta siamo fatti: Pasta – Munnezza, altro che pizza e mandolino. Tra pochi giorni ci saranno le elezioni comunali, le scorie umane verranno chiamate alle urne per eleggere (non si capisce come) il nuovo sindaco. Molti fanno il nome di Lettieri, galoppino del vecchio porco Berlusconi, in tanti andranno a votare, ancora, e ancora, magari vendendo il proprio voto dietro compenso di qualche spicciolo dal criminale politico di turno. Ogni tonnellata di munnezza costa al cittadino 190 €, in tempi di emergenza questi costi aumentano a dismisura, senza che nessun porco politico ne denunci la situazione. Nemmeno la magistratura è capace di fermare questa eco-camorra, costituitasi con un patto scellerato tra provincia, criminalità e politica. Un trittico che sta distruggendo la città e la provincia di Napoli per sempre.
Nel frattempo la tarsu è aumentata ancora, la munnezza cresce per le strade, la munnezza della gente continuerà a votare e sversare spazzatura ovunque…
Che dire, viva la munnezza della gente che ama vivere cosi.
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