Sarà l’età che avanza, quasi 50, ma intorno a me non riesco più a vedere cose allegre. Nella sola provincia di Napoli, in meno di 24 ore sono morti 4 giovani, tre tutti in un colpo solo, precipitati da una scarpata con l’auto in via Petrarca. Le cause anche sconosciute, ma che hanno, forse, un segnale inquietante: alcol e droga. Un altro ragazzo di appena 26 anni, morto per cause analoghe ed infine il caro amico Antonio Izzo, gestore del ristorante a Purtecella sito a corso Umberto Torre Annunziata, deceduto per un banale incidente nella notte tra sabato e domenica. Antonio detto u’ pallone! Cosi lo chiamavano scherzosamente i suoi amici, lavoratore instancabile e con la passione delle moto enduro di grossa cilindrata. Nel suo piccolo ristorante, frequentatissimo, i clienti affezionati arrivavano anche da lontano, molti dalla città di Napoli. Compleanni, battesimi e piccole feste erano nel quotidiano. Antonio sempre cosi disponibile, molto educato e con un collaboratore instancabile: il suo papà. Suo padre, infatti, sosteneva la passione del figlio per la ristorazione, non faceva mai venir meno l’apporto fisico ed economico, onnipresente.
Giovane Vite spezzate e famiglie distrutte dal dolore, a chi dare la colpa?
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