Passando al setaccio la storia degli ultimi 20 o 30 anni la gente ricorda solo scempi di camorra con omicidi e appiattimento morale. Infatti se vi capitasse di intraprendere una banale discussione con un amico, vi rendete conto che ormai la frase che si usa più frequentemente è quella di invocare un eventuale eruzione del Vesuvio, pur di non ammettere i limiti personali di ognuno di noi. Chi vive la città si rende conto subito che il degrado viene generato da tutti, infatti la gente che abita i vari quartieri da nord a sud della città se ne frega allegramente di rispettare la più elementare norma civica: Educazione! Non a caso le strade sono sempre piene di carte ed escrementi di cani, buste di immondizia, bottiglie d’acqua, mozziconi di sigarette. La spazzatura non viene seleziona a dovere, molti credono che fare la differenziata corrisponde a ricevere un piacere da chi sa quale divinità visto lo scarso impegno dimostrato. Il motto, dicevo, è il Vesuvio o la fuga. La disoccupazione è diventata un abitudine, non si protesta per la mancanza di lavoro, assuefatti ad una politica inesistente e dannosa, lo spaccio di droga continua ancora malgrado i numerosi arresti, palazzi fatiscenti, mare inquinato, strutture abbandonate, progetti fermi, porto insabbiato. Tutto questo non scuote il popolo torrese, anzi aumenta l’oblio, l’ozio, il menefreghismo e la fuga. Da qui l’appiattimento morale dove tutto diventa irrilevante perché noi stessi siamo inesistenti. Soluzione? Chi non ha speranza, chi non vuole migliorare la vita della città, chi crede che la polemica è cosa giusta, è pregato di togliersi dalle palle per sempre.
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