Da recenti stime fatte sul commercio di Torre Annunziata, un negozio su due è a rischio fallimento. Le cause sono da attribuirsi alla mancanza di lavoro e da una disaffezione dei torresi verso la propria città. Il lavoro manca da 40 anni in questa città che si è sempre sostenuta prevalentemente sull’illecito, vedi lo spaccio di droga, brogli assicurativi, griffe false, usura, estorsioni. Con l’avvento del gruppo della benemerita, il canale della droga ha avuto uno stop con arresti a ripetizione, decapitato le cosche facendo cadere il traffico della droga in città. La perenne assenza politica e l’abitudine al non lavoro da parte di molti residenti ha solo contribuito ad aumentare una crisi difficilmente risolvibile senza un intervento esterno. In più sono da segnalare costi eccessivi dei fitti che non rispecchiano il loro vero valore commerciale, infatti un negozio sul corso Umberto di appena 40 mq il fitto raggiunge tranquillamente 1500 € al mese, senza avere la possibilità di ammortizzare i costi da parte del commerciante. Il caro tarsu e le tasse e la classica rapina del sabato sera, chiamata tra gli addetti ai lavori: la rapina dello sniffo, costringono alla chiusura il commerciante. I tossicodipendenti per procurarsi la droga, fanno rapine anche di 100 € imbracciando tante volte fucili e mitra per rapinare il negoziante dell’incasso giornaliero.
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