Il popolo aquilano è stanco delle promesse non mantenute, cosi come quello napoletano che resta da decenni in emergenza.
Due popoli che hanno un solo denominatore: Il Terremoto, evento nefasto per chi lo subisce, ma non altrettanto per chi ci marcia e pensa solo ad arricchirsi con il sangue dei nostri morti.
A Napoli si è passati prima dalla speculazione post-terremoto e poi sul degrado generato dell’affare rifiuti. Gli aquilani stanno subendo la stessa sorte, prima l’arricchimento sugli sfollati, sui morti e poi saranno colpiti da malavita organizzata e rifiuti gestiti alla gratta che cane. Il popolo aquilano è costretto a pagare oltre il dovuto per non ricevere nulla in cambio, noi napoletani paghiamo tasse sui rifiuti per vedere le nostre strade piene di escrementi.
La musica non cambia visto che a gestirci sono sempre gli stessi: gli sciacalli politici, cani disposti a depredare anche la mamma per arricchirsi.
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