Pare di si, almeno in alcune città come Islamabad, 10 novembre 2010 – Una donna cristiana è stata condannata a morte in Pakistan per blasfemia. Asia Bibi, 45 anni e cinque figli, è accusata di aver insultato il profeta Maometto. La donna aveva avuto un diverbio con altre contadine durante l’orario di lavoro in una fattoria. Lei ha raccontato al tribunale Sheikhupura, vicino a Lahore, che un giorno le fu chiesto dalle compagne di andare a prendere dell’acqua da bere.
In Italia era prevista dal codice penale come reato, inserita fra le contravvenzioni «concernenti la polizia dei costumi».
La formulazione originaria (del 1930) dell’articolo 724 del codice penale puniva solo l’offesa alla religione cattolica, ma nel tempo maturò la convinzione che tale limitazione fosse lesiva del principio di uguaglianza: si sostenne che per effetto del Concordato del 1984 sarebbe dovuta cadere la denominazione di «religione dello Stato» e con essa la differenziazione fra i diversi credi religiosi. Si iniziò perciò a discutere se prevedere anche l’offesa ad altri credi. Con la sentenza 18 ottobre 1995, n. 40 della Corte Costituzionale[4] si estese la condotta sanzionabile all’offesa alla divinità venerata in ogni credo religioso, non più solo a quella venerata nella religione cattolica. La corte sostenne: «si impone ormai la pari protezione della coscienza di ciascuna persona che si riconosce in una fede, quale che sia la confessione religiosa di appartenenza» e dichiarò così l’illegittimità costituzionale dell’art. 724, primo comma, del c. penale, cioè quello che definiva il Cattolicesimo religione di Stato («o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato»).
Attualmente la bestemmia è considerata un illecito amministrativo, essendo stata depenalizzata con la legge 25 giugno 1999, n. 205. La versione attuale (vigente) dell’articolo 724 (“Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti”) è la seguente:
« Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309 [...] La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti. »
Per il popolo di Torre Annunziata forse sarebbe il caso di applicare una legge ancora più severa. Noi torresi amiamo scaricare sugli altri la propria insoddisfazione, critichiamo tutto dalla politica al commercio, dal traffico alla mancanza di educazione, dal rigetto congenito ad assimilare le più semplice regole del buon vivere. Insomma non importa cosa si critica, basta solo che lo si faccia. E’ ovvio che in tutto questo orribile modo di fare ci si dimentica degli errori che ognuno di noi commette ogni giorno: non si indossa il casco è colpa del vigile, se vendiamo prodotti senza licenze è colpa dei carabinieri, se non paghiamo l’assicurazione è colpa del perito… ad ogni nostra malefatta occorre trovare il colpevole. Il primo ad essere massacrato dalla critica è il sindaco, poi gli assessori ed infine i consiglieri. Come se questi personaggi si fossero votati da soli, prima li critichiamo e subito dopo gli offriamo un caffè, dando forza a forte leccate per compiacerci con il politico di turno nella vana speranza che questi possa assicurarci qualche agevolazione, magari un posto al comune, cosi tanto per non lavorare vita natural durante.
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